TRA ABBANDONI E ADOZIONI
19/05/2006 scrive Mihaela Iordache
Nel 2001 la Romania aveva sospeso le adozioni internazionali. Poi dal 2005 una nuova legge - fortemente contestata dagli USA ma anche da ONG, tra le quali alcune italiane - vieta le adozioni internazionali.
In queste settimane i bambini abbandonati della Romania sono ritornati al centro delle cronache. Per l’ennesima volta i bambini abbandonati della Romania tornano ad essere al centro delle polemiche interne ed internazionali. Negli ultimi tempi si parla sempre di più del fenomeno che riguarda la vendita di neonati abbandonati dalle madri. Soprattutto nel caso in cui siano privi di documenti d’ identità i neonati spariscono dai reparti maternità senza lasciare tracce.

Esasperate dalla burocrazia soffocante che regolamenta l’ambito delle adozioni sempre più coppie preferirebbero la strada più breve anche se illegale del comperare un bambino direttamente in ospedale. “Abbiamo sentito anche noi – afferma Theodora Bertzi responsabile Ufficio nazionale per le adozioni – che ci sono casi in cui gli assistenti sociali che dovrebbero vigilare affinché la legge si applichi hanno invece ormai un’agendina con questi neonati e con le persone che vogliono adottarli contro una somma in valuta”.
Del fenomeno sarebbero responsabili soprattutto i direttori dei reparti maternità che “o non conoscono la legge o non vogliono applicarla”. Ora si è arrivati alla situazione in cui gli ospedali tengono “sotto chiave” i piccoli abbandonati. Un caso molto mediatizzato è stato quello dell’ospedale Caritas di Bucarest dove ogni anno si registrano 50 abbandoni. Oggi nel reparto dei neonati sono presenti 20 bambini senza identità e abbandonati, chiusi a chiave per paura che vengano rubati. Molti di loro hanno 6 mesi, ma non avendo ancora un’identità non sono stati affidati ad assistenti, così come prevede la legge.

In Romania sono più di 2000 le famiglie che hanno fatto richiesta di adozione, ma ufficialmente solo 800 bambini aspettano di essere adottati. Il contesto è infatti complesso ed ha condotto - dopo un periodo di sospensione - all’impossibilità di effettuare adozioni internazionali. Romania: infanzia rubata.
