PRIMA ESPERIENZA
Ancora vivo è il ricordo del nostro primo viaggio in Romania, presso la città di Cluj-Napoca, dove avvenne il nostro primo contatto con la realtà drammatica dei bambini abbandonati.
Lì visitammo l’orfanotrofio statale e constatammo le pessime, per non dire
drammatiche, condizioni igienico - sanitarie in cui vivevano i bambini.
Vedemmo grandi stanze buie e maleodoranti.
Stanze con lettini arrugginiti appoggiati sui muri, vecchi tappeti e pezzi
di moquette sporchi stesi al centro della stanza e qualche vecchio gioco.
Per la mancanza di personale, i bambini più piccoli trascorrevano gran parte
del tempo distesi nel letto, con lo sguardo triste rivolto verso il soffitto.
Sguardo privo di speranza, senza aver più la forza di piangere, poiché nessuno
si poteva occupare di loro.

Quella visita, quegli sguardi assenti ci turbarono molto al punto che, tornati a casa, decidemmo di far qualcosa. Non potevamo far finta di nulla, la nostra coscienza non ce lo avrebbe perdonato. Siamo padri e madri di famiglia, ogni sera possiamo abbracciare i nostri figli, curarli, giocare con loro, preoccuparci del loro futuro, facendo crescere in loro la speranza di una vita degna di essere vissuta. Ma a quei bambini la speranza era stata tolta.

Così è nato il nostro impegno. Certo da allora le cose sono cambiate e la situazione dei bambini abbandonati sta lentamente migliorando in Romania, grazie al crescente benessere economico della società. Tuttavia sappiamo che ancora molte sono le situazioni di povertà. Famiglie e Solidarietà, non ha la pretesa di risolvere i problemi, ma agisce con lo spirito della piccola goccia, perché:

“Sappiamo bene che ciò che facciamo non è che una goccia nell’oceano. Ma se questa goccia non ci fosse all’oceano mancherebbe.” (M. Teresa di Calcutta)
